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Limone - Alimenti

LIMONE


1. Descrizione e origini del Limone
2. Varietà di Limone
3. Benefici e controindicazioni del Limone
4. Composizione chimica e valore energetico

 

1. Descrizione e origini del Limone

 

Il limone (Citrus limon) è il frutto dell’omonima pianta appartenente al genere Citrus e alla famiglia delle Rutaceae.
Questa pianta in natura non esisteva è molto probabilmente il risultato di un antico incrocio tra il pomelo (Citru maxima) ed il cedro (Citrus medica).

Il limone è un sempreverde come tutti gli agrumi e ha la caratteristica di rifiorire tre volte durante l’anno.
Questo frutto ha forma ovale di colore giallo chiaro e polpa succosa di gusto molto agro.
È il terzo agrume maggiormente prodotto in Italia, dopo arancia e mandarancio.
Sebbene le origini del limone siano incerte, si pensa che i primi luoghi in cui sia cresciuto siano la Cina, dove veniva coltivato già prima della Dinastia Song (960-1279 d.C.), la regione indiana dell’Assam e il nord della Birmania, dove veniva utilizzato per le sue proprietà antisettiche, antireumatiche e tonificanti, ma anche come antidoto contro i veleni, come astringente contro le forme dissenteriche ed emorragiche.
Secondo alcuni studiosi, gli antichi romani conoscevano già i limoni, perché nel 1951 nel corso di scavi effettuati a Pompei venne infatti alla luce una casa, denominata la “Casa del frutteto”, con degli affreschi alle pareti che ritraggono varie piante tra cui, appunto, il limone. Inoltre Plinio il Vecchio lo aveva già menzionato prima della sua morte (durante quella stessa eruzione) all'interno della sua opera Naturalis Historia, è certo, dunque, che il limone fosse trapiantato ed acclimatato in Campania nel primo secolo dopo Cristo, sia pure come frutto raro.
Intorno al 700 d.C. il limone si diffuse in Persia, Iraq e Egitto, ed è proprio in Persia che ha origine il suo nome (لیمو Limu).
Gli antichi Egizi lo utilizzavano per imbalsamare le mummie e spesso lo riponevano nelle tombe con datteri e fichi.
I Greci lo importavano dalla Media e lo utilizzavano a scopo ornamentale e per profumare la biancheria e difenderla dalle tarme.
Le prime chiare descrizioni dell'impiego del limone a scopo terapeutico risalgono alle opere di Teofrasto, l'allievo di Aristotele, che viene considerato il fondatore della fitoterapia.
In Europa la prima vera coltivazione di limoni venne impiantata a Genova a metà del quindicesimo secolo. Nel 1494 i limoni comparvero nelle Azzorre, mentre in America il limone e gli altri agrumi furono portati dagli Spagnoli e dai missionari dopo la scoperta di Cristoforo Colombo.
Nello stesso secolo  si scoprì inoltre che il succo di limone curava e preveniva lo scorbuto, malattia diffusa tra i marinai che si cibavano per lunghi periodi solamente con farine, cibi conservati e altri alimenti privi di vitamina C.
È soltanto nel XVIII secolo, però, che il limone cominciò ad essere usato in cucina per aromatizzare cibi e bevande.



2. Varietà di Limone

 

Le varietà di limone differiscono tra loro in base alla dimensione, forma e colore della buccia del frutto, oltre che la loro produttività.

Di seguito troviamo le principali varietà più diffuse in Italia:

1) Limone femminello: è la cultivar italiana di limone in assoluto più diffusa. Il nome fa riferimento alla elevata fertilità della pianta, con ben cinque fioriture annuali. Il femminello viene coltivato soprattutto in Sicilia orientale e Calabria meridionale. Si caratterizza per buccia rugosa, polpa succosa e molti semi e all’interno di questa famiglia ci sono cultivar di gran pregio, come la Zagara bianca (apprezzato per la fruttificazione costante e produttiva), il Siracusano o masculuni (che produce frutti di elevata qualità), l’Apireno Continella (che è una varietà senza semi), Dosaco (basso contenuto di semi e alta concentrazione di succo), e Sfusato amalfitano (ricco in olii essenziali).

2) Limone di Sorrento Igp: è del genere femminello anche il celeberrimo limone di Sorrento. Chiamato anche Ovale di Sorrento per la sua forma ellittica e dimensioni medio-grandi. Ha succo abbondante e scorza intensamente aromatica. Il suo utilizzo più famoso è sicuramente nel limoncello, ma è da provare la delizia al limone, la marmellata e tutti i sottoprodotti della buccia, dai canditi al sorbetto.

3) Limone di Siracusa IGP: altro esemplare di femminello – e altro prodotto riconosciuto con marchio – è il limone originario della città siciliana, che ha fioriture costanti e differenziate durante tutto l’anno. I primofiore di ottobre sono medio-grandi, ellittici e succosi; i bianchetti o maiolini di aprile sono grandi, gialli e di forma ovale; i verdelli di giugno sono sferici e caratterizzati dalla buccia verde chiaro. In cucina si fa apprezzare in piatti tipici come ricotta infornata e arancini e per profumare alcuni dolci, tra cui le rivisitazioni di grandi dessert della tradizione come ricotta con sbriciolata e tiramisù al limone.

4) Limone Femminello del Gargano IGP: nasce nella fertile zona pugliese della provincia di Foggia  e deriva dall’ecotipo detto Limone nostrale. Si caratterizza per un profumo di intensità particolare grazie agli oli essenziali riccamente presenti nella buccia. Questa varietà dà vita a frutti di forme differenti (ellittica, ovoidale, globosa), con polpa succosa e sapore poco amaro che ben si presta a preparazioni dolci.

5) Limone Interdonato: questo ibrido è diffuso quasi esclusivamente sul versante ionico messinese e a quanto pare lsue origini si fanno risalire al veterano di guerra Giovanni Interdonato, già colonnello garibaldino il quale, fortunosamente riuscì a incrociare un cedro e un limone ariddaru, da cui spuntò questo ibrido di forma allungata e sapore dolce e delicato. Anche la buccia è più dolce che amara: ideale per insaporire i già briosi spaghetti con la bottarga.

6) Limone Interdonato di Messina IGP:
ancor più delicato è il frutto di grandi dimensioni (ma relativamente poco succoso) che si coltiva proprio nella provincia siciliana e si distingue per una buccia sottile, una forma ellittica con estremità verdoline e un basso contenuto in acido citrico.

7) Limone Monachello: terza ed ultima cultivar italiana “di base”, pianta utilizzato specialmente per la produzione di verdelli, poco produttiva. I frutti hanno forma allungata e buccia liscia, hanno poco succo e sono generalmente meno acidi dei femminello, è ideale per aromatizzare piatti salati.

8) Limone Costa d’Amalfi Igp: quello che può essere definito un “limone da cartolina”, poiché coltivato sulle terrazze a picco sul mare della Costiera amalfitana. Il limone Costa d’Amalfi Igp appartiene alla varietà Sfusato amalfitano, caratterizzato da forma ellittica e affusolata, polpa priva di semi e un profumo molto intenso, ricchissimo di olii essenziali. Recenti studi scientifici hanno addirittura dimostrato che il Costa d’Amalfi contiene almeno il doppio di composti aromatici rispetto a qualsiasi altro limone. Viene ampiamente sfruttato in cucina e nella preparazione di limoncello o creme saporite.

9) Limone dell’Etna IGP: dal fertile terreno del vulcano più alto d’Europa deriva anche quest’altra varietà a marchio, nelle varietà femminello e monachello. Entrambi producono frutti primofiore, bianchetto e verdello caratterizzati da colore giallo-verde, forma ellittica e succo aspro e abbondante.entrambi, che viene impiegato nel celeberrimo seltz sale e limone venduto dai chioschi di Catania per placare la sete estiva.



3. Benefici e controindicazioni del Limone


Il succo del limone è composto per circa il 90% da acqua, povero di zuccheri e privo di grassi, ha un apporto energetico molto basso e può quindi funzionare egregiamente come integratore ipocalorico, inoltre vanta una lunga tradizione d’uso come astringente, diaforetico (promuove la sudorazione), diuretico, gargarismo, lozione e tonico.
I principali benefici derivanti dalla sua assunzione dipendono dal suo contenuto in vitamina C, presente in abbondante quantità, rafforza il sistema immunitario e combatte il raffreddore; e in potassio, i limoni ne contengono una discreta quantità, per cui il succo di limone aiuta a reintegrare i sali persi ad esempio con la sudorazione estiva. Questo minerale è fondamentale per il funzionamento dell’organismo, poiché regola il battito cardiaco e contrasta l’azione del sodio in quanto riduce la pressione arteriosa, grazie al suo effetto vasodilatatore.
Fra i benefici che sono stati oggetto di studio sono inclusi l’azione antiossidante (che sembra essere associata alla buccia, alle pectine e agli oli), quella antitumorale (in particolare, il consumo di agrumi è stato associato a un effetto protettivo contro il cancro alla cavità orale) e quella antimicrobica (gli oli esercitano un’azione batteriostatica e antivirale dipendente dal citrale e dal linalolo). Partecipa al gusto inconfondibile del limone l’acido citrico, si tratta di una sostanza acida che ha proprietà battericide e regolatrici a livello dell’intestino. L’acido citrico, insieme alla vitamina C, rende il limone utile all’assorbimento del ferro contenuto negli alimenti. È per questo spesso consigliato, soprattutto in caso di anemia, utilizzare del limone appena spremuto su verdura e frutta e per marinare carne e pesce.
Nella sua buccia sono infine contenuti degli oli che sarebbero in grado di favorire l’abbassamento della colesterolemia.

È controindicato il consumo di succo di limone in caso di il reflusso gastroesofageo e ulcera gastroduodenale. Danneggia inoltre lo smalto dei denti causando irregolarità della loro superficie, perdita della lucidità e alterazioni del colore.

Sono stati inoltre descritti casi di reazioni allergiche a saponi contenenti limone che si suppone siano associati a una reattività incrociata fra i semi degli agrumi e gli allergeni delle arachidi.





4. Composizione chimica e valore energetico


 

Nella tabella sottostante sono presenti la composizione chimica e il valore energetico per 100g di limone.

 

 

LIMONE

 

Energia ( kcal):                                         11

Sodio (mg):                                                        2

Energia (kJ):                                             46 

Potassio (mg):                                                140

 

Ferro (mg):                                                      0,1

Parte edibile(%):                                              64

Calcio (mg):                                                     14

Acqua(g):                                                         89,5

Fosforo (mg):                                                   11

Proteine (g):                                                    0,6

Magnesio (mg):                                                  -

Lipidi (g):                                                             0

Zinco (mg):                                                         -

Colesterolo (mg):                                             0

Rame (mg):                                                         -

Carboidrati disponibili (g):                          2,3

Selenio (mg):                                                      -

Amido (g):                                                         0

Tiamina (mg):                                               0,04   

Zuccheri solubili (g):                                      2,3

Riboflavina (mg):                                         0,01

Fibra totale  (g):                                              1,9                                                                                             

Niacina (mg):                                                0,30

Fibra insolubile (g):                                           -

Vitamina A retinolo eq. (µg):                            0

Fibra solubile (g):                                              -

Vitamina C (mg):                                             50

Alcol (g):                                                              0

Vitamina E (mg):                                                -

 

 

 

 

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