3478407520 - dal Lunedì al Venerdì: 10:00 - 13:00 / 17:00 - 19:30

Registrati sul nostro sito ed iscriviti alla newsletter, riceverai subito uno sconto extra del 3%!!

Fave -

FAVE

 

1. Descrizione e origini della Fave
2. Varietà di Fave
3. Benefici e controindicazioni della Fave
4. Composizione chimica e valore energetico delle Fave
5.
Ricetta di un piatto primaverile da gustare: "Vellutata di fave con crostini croccanti"

 

1. Descrizione e origini della Fave



Che cos'è la fava? Quali sono le origini delle fave? Come si possono cucinare le fave?

 

La fava, nota anche come fava dei campi o Vicia faba, è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Fabaceae.
La pianta ha stelo eretto ed è alta fino a 1 metro, ha foglie composte di colore verde scuro, con piccoli fiori bianchi o violacei raggruppati in racemi. Quest'ultimi danno origine a baccelli che contengono i semi di fava.
I semi di fava sono grandi, di forma ovale e di colore verde chiaro. Possono essere consumati freschi o essiccati. Solitamente vengono raccolti quando i baccelli sono maturi ma ancora verdi e vengono poi sgusciati per ottenere i semi. La fava ha una consistenza cremosa e un sapore dolce.
Vengono utilizzate in molte cucine tradizionali in tutto il mondo. Possono essere preparate in vari modi, come bollite, saltate in padella, o utilizzate come ingrediente in zuppe, insalate, stufati e piatti a base di legumi. Inoltre, i semi di fava secchi possono essere macinati per ottenere farina di fava, che viene utilizzata nella preparazione di prodotti da forno e pasta.
Le origini della fava risalgono a diverse migliaia di anni fa e le prime tracce di coltivazione si trovano nell'Africa settentrionale e nell'Asia occidentale. Si ritiene che la fava selvatica abbia avuto origine in Etiopia e Sudan, dove è ancora possibile trovare varietà selvatiche.
Le fave hanno svolto un ruolo importante nella dieta delle antiche civiltà mediterranee, come gli antichi egizi, i greci e i romani. I romani in particolare le apprezzavano molto e le consideravano un alimento fondamentale. La loro coltivazione si è diffusa in tutta l'Europa durante l'Impero romano e le fave sono diventate un elemento importante della cucina medievale.
Con il passare del tempo, le fave si sono diffuse in tutto il mondo grazie alla loro resistenza e adattabilità alle diverse condizioni climatiche. Sono state introdotte in molte regioni, tra cui l'Asia, l'Africa subsahariana, il Medio Oriente, l'America settentrionale e meridionale.
In Europa, hanno rappresentato una coltura di base fino all'arrivo delle patate e dei fagioli provenienti dalle Americhe. Oggi sono ancora ampiamente coltivate in molti paesi europei, come Italia, Spagna, Francia e Regno Unito. Inoltre, le fave sono una componente essenziale della cucina mediorientale e nordafricana, dove vengono utilizzate in piatti tradizionali come il falafel e il ful medames.
Le fave hanno anche una notevole importanza in Asia. In Cina, sono state coltivate per migliaia di anni e sono un ingrediente comune nella cucina cinese. In Giappone, le fave sono conosciute come "edamame" e sono popolari come spuntino salutare e accompagnamento per il sushi.
Negli ultimi decenni, le fave hanno guadagnato popolarità anche in altre parti del mondo, grazie alla crescente consapevolezza riguardo alla loro valenza nutrizionale e alla sostenibilità ambientale dei legumi.

 

2. Varietà di Fave

 

Quali sono le principali varietà di fave?


La coltivazione di fave nel nostro Paese, non è molto estesa e per lo più praticata al Sud, ma diamo spazio a varietà considerate pregiate, quali:

1. Fava larga di Leonforte: conosciuta anche come fava turca, è coltivata per tradizione nell'Ennese, ma ormai diffusissime un po’ in tutte le provincie dell’Isola, con una produzione totalmente manuale. Si tratta di una varietà tenera e delicata, che cuoce velocemente e non ha bisogno di ammollo. Si raccolgono sia nella fase più precoce, verso fine marzo, quando sono verdi e si mangiano spesso con il pecorino in un piatto chiamato favaiana e cipuddetti, il quale prevede fave, cipollette locali e pecorino, oppure si cucina la frittedda facendo soffriggere le fave in olio extravergine con pancetta e cipolle e poi cuocere a fuoco lento. 
2. Fava di Carpino: varietà autoctona pugliese, la fava di Carpino si coltiva nell'omonimo comune del Foggiano ed è proprio in questo territorio che la coltivazione di questo legume trova le condizioni ideali. Grazie al microclima e le caratteristiche chimico-fisiche del terreno argilloso e calcareo che queste fave hanno caratteristiche assolutamente inconfondibili. È una varietà più tardiva rispetto le altre, infatti la sua raccolta avvien a fin giugno.
Presenta dimensioni medio-piccole, con una fossetta nella parte inferiore, ha una buccia sottile e una polpa dal sapore intenso, è verde al momento della raccolta e diventa color sabbiaquando secca. Per tradizione la fava di Carpino si cuoce in tegami di terracotta per creare zuppe, minestre e piatti in umido, spesso anche con il calore del camino; ma si mangia anche con i primi, insieme a erbe spontanee e verdure selvatiche, con la carne di maiale o in abbinamento alla zucca, alle patate e alla cicoria. Per valorizzare questo prodotto a Carpino ogni anno si svolgono ben due eventi dedicati.    
3. Fava di Fratte Rosa: fava tipica di Fratte Rosa, un piccolo paese tra le colline pesaresi. gli abitanti sostengono che le fave migliori siano quelle coltivate sui “lubachi”, ovvero i terreni ricchi di argilla bianca.  È caratterizzata da un baccello corto, che contiene in media 4 semi, grandi e tondi, dal sapore dolce e teneri. anche in questo caso oggi si trovano produzioni molto piccole, tutelate spesso con disciplinari in modo da evitarne il declino. Per tradizione, oltre a esser mangiata cruda o cucinata, con la fata di Fratte Rosa si produce una farina che miscelata con la farina di grano, permetteva di produrre diversi tipi di pasta, fra cui la più famosa, i tacconi. Altri modi di utilizzo della fava in cucina, in questo territorio sono "alla baggiana" ossia una minestra di verdure con fave secche sbucciate, bietole, cicorie e agretti, o in porchetta, con pancetta di maiale e finocchio selvatico.
4. Fava di Sant'Anna: è una varietà tradizionale della regione della Campania, in particolare della zona di Napoli. I suoi baccelli sono di colore verde chiaro e contengono semi di forma rotonda e bianchi. Questa varietà ha una consistenza morbida e un sapore dolce e leggermente amarognolo. La Fava di Sant'Anna viene spesso utilizzata nella preparazione di piatti come la "Pasta e Fave", una specialità napoletana in cui le fave vengono amalgamate con la pasta per creare un piatto cremoso e gustoso.

5. Fava di Cottanello: è una varietà tipica del Lazio, originaria del paese di Cottanello, situato nella zona dei Monti Cimini. I suoi baccelli sono di colore verde scuro e contengono semi di forma leggermente appiattita e di colore verde scuro. La Fava di Cottanello ha una consistenza cremosa e un sapore ricco e corposo. Viene spesso utilizzata in zuppe, minestroni e piatti a base di legumi, conferendo loro un gusto intenso e saporito.
6. Fava di Lamon: proviene dalla provincia di Belluno, nella regione del Veneto. I suoi baccelli sono di colore verde chiaro e contengono semi di forma ovale e piatta. I semi sono di colore verde chiaro e hanno una consistenza morbida e un sapore delicato. La Fava di Lamon è spesso utilizzata nella preparazione di piatti come la "Favada Bellunese", una zuppa ricca a base di fave, pancetta, salsiccia e verdure, che esalta i sapori autentici delle fave e degli ingredienti locali. 



3. Benefici e controindicazioni della Fave




Quali sono i benefic delle fave? A cosa fanno bene le fave? Quali sono le controindicazioni delle fave? Quando non mangiare le fave?


Le fave sono ricche di acqua (oltre l’80%) che permette di avere proprietà diuretiche e drenanti; fibre, donano sazietà, sono indispensabili nella regolazione delle funzioni intestinali e contribuiscono al controllo dei livelli di glucosio e colesterolo nel sangue; proteine vegetali, importanti sia per vegani e vegetariani, sia per chi segue un’alimentazione onnivora, ma desidera ridurre il consumo di cibi di origine animale e assicurarsi comunque un buon apporto proteico.
Le fave sono fonte di vari principi nutritivi, tra cui i minerali più presenti sono potassio, fondamentale per la riduzione della pressione arteriosa e per regolare la frequenza cardiaca; inoltre, partecipa ai meccanismi della trasmissione degli impulsi nervosi e della contrazione delle fibre muscolari; fosforo, partecipa a numerosi processi quali la riparazione cellulare, l’attivazione di vitamine e fa parte della struttura di vari enzimi, essenziale anche per la struttura di ossa e denti;e ferro che stimola le difese immunitarie e la produzione di globuli rossi. Esso fa parte dell’emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno ai tessuti.
Mentre dal punto di vista vitaminico, le più presenti sono la vitamina A che interviene in vari processi fondamentali nell’organismo quali la riparazione cellulare e la crescita; vitamina C, oltre alla sua importante funzione antiossidante che agisce contro i danni provocati dai radicali liberi, permette anche l'assorbimento del ferro contenuto nelle fave.

Le fave sono un alimento salutare e nutriente, ma possono causare alcune controindicazioni in determinate circostanze:

1. Favismo: è una condizione genetica rara che colpisce alcune persone. Le persone affette da favismo sono carenti di un enzima chiamato glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD), che le rende sensibili a certe sostanze presenti nelle fave, come una classe di composti chiamati glucosidi cianogenetici. Il consumo di fave può scatenare una reazione emolitica acuta, che provoca la rottura dei globuli rossi e può causare anemia e altri problemi di salute. Le persone con favismo dovrebbero evitare completamente il consumo di fave.
2. Interferenza con farmaci: le fave contengono una sostanza chiamata tirosina che può interferire con alcuni farmaci. In particolare, le fave possono ridurre l'efficacia degli inibitori della monoamino ossidasi (MAOI), una classe di farmaci utilizzati per il trattamento della depressione e di altre condizioni. Si consiglia di evitare il consumo di fave se si assumono farmaci MAOI o di consultare il medico per eventuali interazioni farmacologiche.
3. Calcoli renali di ossalato di calcio: le fave contengono una quantità significativa di ossalati, che sono composti chimici che possono contribuire alla formazione di calcoli renali di ossalato di calcio in alcune persone predisposte. Le persone con una storia di calcoli renali o che sono suscettibili allo sviluppo di calcoli renali dovrebbero limitare il consumo di fave o consultare il medico per valutare la loro sicurezza nell'alimentazione personale.
4. Flatulenza e disturbi gastrointestinali: le fave contengono carboidrati complessi chiamati oligosaccaridi, che possono essere difficili da digerire per alcune persone. Ciò può causare flatulenza, gonfiore addominale, crampi e disturbi gastrointestinali. Se si è sensibili a questi sintomi, è consigliabile limitare la quantità di fave consumate o cercare di ridurre gli oligosaccaridi attraverso metodi come la trebbiatura o l'ammollo delle fave prima della cottura.
È importante sottolineare che le controindicazioni delle fave possono variare da persona a persona. Se si hanno dubbi o preoccupazioni sulla propria salute o sull'adeguatezza del consumo di fave nella propria dieta, è sempre consigliabile consultare un medico o un dietista professionista per una valutazione personalizzata.

 




4. Composizione chimica e valore energetico delle Fave



Quante calorie contengono le fave? Quali vitamine sono presenti nelle fave? Quali minerali sono contenuti nelle fave?


Nella tabella sottostante è presente la composizione chimica e il valore energetico per 100g di fave.



Componente

Quantità per 100g

Acqua

83,9 g

Proteine

5,5 g

Grassi

0,4 g

Carboidrati

14,5 g

Fibre

5,4 g

Zuccheri

5,7 g

Sodio

2 mg

Potassio

350 mg

Calcio

25 mg

Ferro

2,2 mg

Magnesio

24 mg

Fosforo

108 mg

Vitamina C

1 mg

Vitamina B1

0,2 mg

Vitamina B2

0,06 mg

Vitamina B3

0,6 mg

Vitamina B6

0,1 mg

Vitamina E

0,1 mg

Vitamina K

3,9 µg

Folato

42 µg

Calorie

88 kcal

 


5. Ricetta di un piatto primaverile da gustare 


"Vellutata di fave con crostini croccanti"



La vellutata di fave con crostini croccanti è un piatto delizioso e nutriente, perfetto per accogliere la primavera a tavola. Le fave fresche donano un sapore dolce e delicato, mentre i crostini croccanti aggiungono un tocco di piacevolezza a ogni cucchiaiata. Questa ricetta è facile da preparare e renderà felici sia i grandi che i più piccoli. Scopri come creare questa vellutata irresistibile!



Tempo di preparazione

Preparazione delle fave: 10 minuti
Soffritto aromatico e aggiunta patate e fave: 10 minuti
Cottura della vellutata: 20 minuti
Frullatura: 5 minuti
Preparazione dei crostini: 5 minuti
Tempo totale stimato: circa 50 minuti





Ingredienti


- 500 g di fave fresche sgusciate
- 1 patata media, sbucciata e tagliata a cubetti
- 1 cipolla media, tritata finemente
- 2 spicchi d'aglio, tritati
- 1 litro di brodo vegetale
- 60 ml di panna fresca (opzionale per una versione più cremosa)
- 2 cucchiai di olio d'oliva extravergine
- Sale e pepe q.b.
- 4 fette di pane raffermo
- 2 cucchiai di olio d'oliva per i crostini
- 1 pizzico di peperoncino rosso in polvere (opzionale per un tocco piccante)



Istruzioni

1. Preparazione delle fave: porta a ebollizione una pentola d'acqua leggermente salata. Immergi le fave fresche sgusciate nell'acqua bollente e cuocile per 2-3 minuti o fino a quando saranno tenere ma ancora croccanti. Scolale e mettile immediatamente in una ciotola di acqua e ghiaccio per fermarne la cottura. Sgocciolale e spellale delicatamente.
2. Soffritto aromatico: in una pentola capiente, scalda l'olio d'oliva extravergine a fuoco medio. Aggiungi la cipolla tritata e l'aglio e fai soffriggere fino a quando diventano traslucidi e profumati.
3. Aggiunta patate e fave: Aggiungi i cubetti di patata e le fave sgusciate nella pentola con il soffritto. Mescola per amalgamare i sapori e cuoci per altri 2-3 minuti.
4. Cottura della vellutata: versa il brodo vegetale nella pentola fino a coprire completamente le verdure. Porta ad ebollizione, quindi riduci la fiamma e lascia cuocere a fuoco medio-basso fino a quando le patate e le fave diventano tenere (circa 15-20 minuti).
5. Frullatura: una volta che le verdure sono cotte, utilizza un frullatore ad immersione per ridurre il tutto in una vellutata cremosa. Aggiungi la panna fresca (se desiderato) e mescola fino a ottenere una consistenza liscia e omogenea. Aggiusta di sale e pepe a piacere e, se vuoi un tocco piccante, aggiungi un pizzico di peperoncino rosso in polvere.
6. Preparazione dei crostini: taglia il pane raffermo a cubetti o fette sottili. In una padella, riscalda 2 cucchiai di olio d'oliva e tosta i crostini fino a doratura e croccantezza.
7. Presentazione: versa la vellutata di fave nelle ciotole da servizio e guarnisci con i crostini croccanti sulla superficie. Aggiungi una fogliolina di menta o prezzemolo per una nota decorativa.


Questa vellutata di fave con crostini croccanti è un comfort food ideale per le giornate primaverili. Puoi personalizzarla con ingredienti extra come pecorino grattugiato, pancetta croccante o erbe aromatiche per una variante gustosa. Servila calda e accompagnala con una fetta di pane tostato per un pasto completo e saporito.