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Didrogyl -

Riassunto delle caratteristiche del prodotto



1. DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE


Didrogyl, 0,15 mg/ ml, gocce orali, soluzione.



2. COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA


1 ml di soluzione contiene:


Principio attivo: calcifediolo 0,15 mg.
Eccipiente con effetto noto: glicole propilenico.
1 goccia contiene: = 5 μg di calcifediolo

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.


3. FORMA FARMACEUTICA


Gocce orali, soluzione (30 gocce corrispondono ad 1 ml).


4. INFORMAZIONI CLINICHE


4.1 Indicazioni terapeutiche


Didrogyl è indicato negli adulti per il trattamento:

 

  • dell’osteomalacia nutrizionale (da carenza o malassorbimento), osteomalacia da anticonvulsivanti;
  • dell’osteoporosi con componente osteomalacica, e dell’osteoporosi post-menopausale;
  • dell’osteodistrofia renale ed emodialisi prolungata;
  • dell’ipocalcemia da affezioni epatiche;
  • dell’ipoparatiroidismo idiopatico o post-operatorio;
  • della spasmofilia da carenza di vitamina D.

 

Didrogyl è indicato nei bambini per il trattamento:

  • dell’ipocalcemia del neonato, prematuro o immaturo;
  • dell’ipocalcemia da corticoterapia, da ipoparatiroidismo idiopatico, da anticonvulsivanti;
  • del rachitismo carenziale con ipocalcemia, rachitismo vitamino-resistente;
  • dell’osteodistrofia renale ed emodialisi prolungata.

 

4.2 Posologia e modalità di somministrazione


Posologia


Popolazione adulta



Sotto controllo della calciuria e della calcemia, secondo le precauzioni successivamente indicate:

  • osteomalacia da carenza o malassorbimento o da anticonvulsivanti, osteoporosi con componente osteomalacica, osteoporosi post-menopausale, osteodistrofia renale ed emodialisi prolungata, ipocalcemia da ipoparatiroidismo idiopatico o post-operatorio o ipocalcemia da affezioni epatiche: 10-25 gocce e più al giorno;
  • spasmofilia: 10 gocce al giorno (ridurre eventualmente secondo la calciuria a 3 gocce al giorno, o a 10 gocce alla settimana) in cicli terapeutici di 2-3 mesi, da ripetere al bisogno (Klotz); oppure 30 gocce al giorno, con aggiunta di fosfato (1 g al mattino) e di magnesio (200 mg la sera) per 6 settimane, da ripetere da 3 a 4 volte all’anno (Hioco). Per la spasmofilia, in assenza di risposta terapeutica, non si faranno più di due cicli terapeutici; allo stato attuale delle conoscenze la durata totale del trattamento non dovrebbe superare i 2 anni.

 

Popolazione pediatrica



Sotto il controllo della calciuria e della calcemia, secondo le precauzioni successivamente indicate:

  • ipocalcemia del neonato, prematuro o immaturo: 1 o 2 gocce al giorno per 5 giorni, in associazione con una calcioterapia;
  • rachitismo carenziale con ipocalcemia: 4-10 gocce al giorno, a seconda dei segni clinici e biologici, in associazione con una calcioterapia;
  • rachitismo vitamino-resistente: 30-60 gocce al giorno, a livelli progressivi in funzione dei risultati biologici (calcemia, calciuria, fosforemia) e clinici;
  • osteodistrofia renale ed emodialisi prolungata: 4-15 gocce e più al giorno;
  • ipocalcemia da corticoterapia, da ipoparatiroidismo e da anticonvulsivanti: 5-20 gocce al giorno.

 

Modo di somministrazione


Per ottenere un dosaggio esatto delle gocce, si tenga il flacone capovolto verticalmente sopra ad un bicchiere.
Va assunto in un poco d’acqua, di latte o di succo di frutta. Oltre le 20 gocce, frazionare la posologia giornaliera in due o tre assunzioni.

 

4.3 Controindicazioni


Ipersensibilità alla vitamina D o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
Donne in periodo di allattamento.
Ipercalcemia.

 

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego


Come per la vitamina D, la somministrazione di Didrogyl richiede un controllo ripetuto della calciuria e della calcemia al fine di evitare il rischio di sovradosaggio (vedere paragrafo 4.9). Gli effetti indesiderati possono essere ridotti al minimo somministrando la minima dose efficace per la minima durata necessaria per controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.2).
Qualsiasi calcemia pari a 105 mg/l deve fare interrompere il trattamento almeno per tre settimane; se la calciuria ammonta a più di 350 mg/die, occorre consigliare di bere molto (nell’adulto 2 litri d’acqua non calcarea al giorno); se supera i 500 mg/die, sarà prudente anche interrompere il trattamento per lo meno momentaneamente.
Sul piano medico generale è richiesta cautela per l’uso di Didrogyl in pazienti affetti da malattie granulomatose (quali sarcoidosi ed infezioni da Mycobacterium) o in terapia con diuretici tiazidici, (soprattutto nei soggetti a rischio come gli anziani e le persone con funzione renale compromessa o
iperparatiroidismo) dove esiste il rischio di possibile ipercalcemia. In tali casi è utile il monitoraggio del 25(OH)D dopo l’inizio della terapia (vedere paragrafo 4.5).
Pazienti obesi o in terapia con sequestranti degli acidi biliari, inibitori delle lipasi, sono a rischio di ipovitaminosi D, poiché, con meccanismi diversi, in queste condizioni esiste una possibilità di riduzione dei livelli circolanti di Vit. D ematica. In questi casi va valutata l'opportunità di un aggiustamento della posologia dopo attenta verifica dei livelli di 25(OH)D (vedere paragrafo 4.5).
Nel trattamento delle osteodistrofie renali con DIDROGYL, è opportuno sorvegliare la clearance della creatinina e non fare salire la calcemia oltre 95 mg per litro.

 

Didrogyl sarà usato con prudenza:

 

  • nei soggetti immobilizzati, evitando la somministrazione di dosi forti;
  • in condizioni di ipercalciuria o con precedenti di litiasi calcica, se necessario riducendo la dose;
  • quando associato ad altri preparati contenenti vitamina D o derivati, adeguando la dose per ridurre il rischio di sovradosaggio (vedere paragrafo 4.5 e 4.9).

Il medicinale non è controindicato per i soggetti affetti da malattia celiaca.

 

Popolazione pediatrica


Nel bambino, la calciuria normale è inferiore a 5 mg/kg/die.

 

Informazioni importanti su alcuni eccipienti


Questo medicinale contiene 340 mg di propilene glicole per una dose pari a 10 gocce, equivalente a 4,92 mg/kg per un adulto di 70 kg e a 17,2 mg/kg considerando un bambino di 20 kg.
La co-somministrazione con qualsiasi substrato dell'alcol deidrogenasi come etanolo può indurre gravi effetti avversi nei neonati.
TENERE FUORI DALLA VISTA E DALLA PORTATA DEI BAMBINI.

 

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione


Quando si associa a preparati contenenti vitamina D o derivati, la dose di Didrogyl deve essere opportunamente calcolata (vedere paragrafo 4.4).
Farmaci che interagiscono con il calcifediolo riducendone l’assorbimento
Sequestranti degli acidi biliari (colestipolo, colestiramina): poiché possono legarsi alla componente lipofila della Vit. D.
Inibitori delle lipasi: poiché bloccano l’assorbimento dei grassi alimentari.
Farmaci che interagiscono con il calcifediolo aumentando la probabilità di ipercalcemia.
Diuretici tiazidici: l’uso concomitante con supplementi di Vit. D può esacerbare l’ipercalcemia.

 

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento


Fertilità


Studi condotti su animali, hanno dimostrato un ruolo anti-infiammatorio della vitamina D in molti tessuti, anche nella placenta.

 

Gravidanza


Studi condotti sulla somministrazione di Vit. D durante la gravidanza suggeriscono che l’assunzione di Vitamina D durante la gravidanza è associata con un aumento dello sviluppo mentale e psicomotorio del neonato e ad un minor rischio di fratture ossee nell’infanzia e nell’età adulta. Tuttavia, tale effetto non è stato ampiamente studiato. Durante la gravidanza non prescrivere dosi elevate.

 

Allattamento


L’uso del medicinale è controindicato durante l’allattamento.

 

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari


Didrogyl non interferisce sulla capacità di guidare e sull’uso di macchinari.

 

4.8 Effetti indesiderati


In corso di terapia con Didrogyl, possono manifestarsi alcuni tra i seguenti effetti indesiderati come evidenziato anche dall’esperienza post‐marketing.
La frequenza e la gravità degli effetti indesiderati dipende dal dosaggio e dalla durata del trattamento; quelli di seguito riportati includono gli effetti indesiderati dovuti ad un uso a breve e a lungo termine di Didrogyl.

Gli effetti indesiderati sono elencati, nella tabella sotto riportata, secondo la Classificazione per Sistemi ed Organi (utilizzando la terminologia MedDRA) e secondo la seguente frequenza:


Molto comune  ≥ 1/10;
Comune  ≥ 1/100, < 1/10;
Non comune  ≥ 1/1.000, < 1/100;
Raro  ≥ 1/10.000, < 1/1.000;
Molto raro  < 1/10.000;
Non nota: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili.

 

Disturbi del sistema immunitario

Molto raro

Ipersensibilità

Patologie del sistema nervoso

Raro

Vertigine, debolezza muscolare, disturbo sensoriale, ipotonia, iporesponsivo agli stimoli.

Patologie cardiache

Raro

Sincope

Patologie vascolari

Raro

Calcificazione vascolare

Patologie gastrointestinali

Non comune

Vomito, diarrea.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Raro

Ipercalcemia, iperfosfatemia, sete, appetito ridotto, ipermagnesemia, disidratazione, alcalosi metabolica, ipervitaminosi D.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Raro

Prurito, eritema, dermatite esfoliativa.

Patologie renali e urinarie

Raro

Molto raro


Ipercalciuria

Poliuria, nefrolitiasi, nefrocalcinosi, azotemia, calcolo uretrale, idronefrosi.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto raro

Malessere, calcinosi, astenia, piressia, alterazioni
dell’andatura, brividi.

Esami diagnostici

Raro

Peso diminuito

 

 

Segnalazione delle reazioni avverse sospette


La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

 

4.9 Sovradosaggio


Il sovradosaggio può provocare ipercalcemia, ipercalciuria ed iperfosfatemia che causano calcificazione dei tessuti molli, dei reni, dei vasi sanguigni e aumentano il rischio di calcoli renali.
Livelli di 25-idrossivitamina D superiori a 200 ng/mL sono da considerarsi come indicatori di una intossicazione da Vit. D.
I segni e sintomi clinici derivano dall’ipercalcemia e dalla conseguente disidratazione.
I primi sintomi sono: debolezza, nausea, vomito, secchezza delle fauci, stitichezza, dolori muscolari.
I sintomi che si verificano in seguito sono: poliuria, polidipsia, anoressia, perdita di peso, congiuntivite, prurito, ipertermia, livelli elevati di azotemia, calcificazioni dei tessuti.
I segni di disidratazione sono costituiti da: congiuntivite, aumento della sete, costipazione, insufficienza renale ed iporiflessia.

 

Trattamento


La correzione della disidratazione è essenziale per ripristinare la funzione renale.
La sospensione della terapia deve essere continuata fino al raggiungimento dei valori normali di calcemia, generalmente entro 2-4 settimane.
Il trattamento della ipercalcemia può comportare la rimozione di fonti di calcio nella dieta, la somministrazione di calcitonina, corticosteroidi, bifosfonati e l’induzione della diuresi forzata.


5. PROPRIETA’ FARMACOLOGICHE


5.1 Proprietà farmacodinamiche


Categoria farmacoterapeutica: vitamina D ed analoghi. Codice ATC: A11CC06.

II calcifediolo o 25-idrossicolecalciferolo, attualmente ottenuto per sintesi, è il primo metabolita della vitamina D3 risultante, allo stato naturale, dall’idrossilazione sul carbonio 25 subita dalla vitamina D3 nel fegato, sotto l’influenza di una 25-idrossilasi microsomiale. II calcifediolo è pertanto la forma circolante della vitamina D. La somministrazione del calcifediolo cortocircuita la fase epatica del metabolismo della vitamina D e porta pertanto direttamente nell’organismo questo primo metabolita.

 

Da questo consegue un’azione:

  • più rapida: il tempo di latenza necessario per la 25-idrossilazione, valutato mediamente in 8 ore, è qui soppresso;
  • più potente: aggirando il controllo a ritroso della 25-idrossilazione epatica, si possono ottenere dei tassi circolanti di calcifediolo molto più elevati che non mediante la somministrazione della vitamina D;
  • più sicura: quando la 25-idrossilazione rischia di essere rallentata, durante un’affezione epatica, o disturbata, per esempio dagli anticonvulsivanti, vi si sostituisce il 25-OH-D3;
  • probabilmente qualitativamente diversa da quella degli altri metaboliti e di conseguenza della vitamina D stessa.

Ne consegue che nei neonati e nei lattanti ipocalcemici il calcifediolo consente di ottenere una risalita precoce della calcemia, con inizio tra la 6a e la 9a ora, mentre, dopo assunzione di vitamina D, la correzione dell’ipocalcemia non avviene se non dopo un periodo di 24-48 ore.
Questa azione ipercalcemizzante del calcifediolo si manifesta subito, senza la fase iniziale di ipocalcemia paradossale provocata dalla vitamina D tra la 6a e la 12a ora e che può eventualmente scatenare una tetania.
In caso di osteodistrofia renale, il calcifediolo, meglio della vitamina D, diminuisce l’iperparatiroidismo, agisce (in modo variabile) sul riassorbimento osteoclastico; stimola, per lo meno temporaneamente, l’attività osteoblastica, mentre nel contempo aumenta la fosfatasemia alcalina, migliora molto sensibilmente la mineralizzazione del tessuto osteoide.
Nell’osteomalacia il calcifediolo diminuisce in modo significativo il volume e la superficie osteoide ed aumenta notevolmente il fronte di calcificazione, normalizza i parametri biologici (calcemia, fosforemia, attività della fosfatasi alcalina del siero) meglio della vitamina D, il che si traduce in clinica in una efficacia notevole.
Il Didrogyl si comporta pertanto come un ormone essenziale per la mineralizzazione dello scheletro.

 

5.2 Proprietà farmacocinetiche


La somministrazione per os di 25-OH-D3 alla dose di 5 μg/kg e di 10 μg/kg nell’uomo induce un picco sierico alla 4a ora con valori rispettivamente di 90 e di 150 ng/ml. L’emivita plasmatica è dell’ordine di 18-21 giorni e lo stoccaggio nei grassi è molto meno importante di quello della vitamina D in virtù, verosimilmente, della sua minore liposolubilità. La 25-idrossilazione della vitamina D è autoregolata, in quanto il tasso intraepatico del 25-OH-D3 interviene per frenare l’attività della 25-idrossilasi in limiti tuttavia abbastanza vasti. Infine, il calcifediolo subisce nel rene una seconda idrossilazione che dà origine all’1,25-diidrossicolecalciferolo. Tuttavia, contrariamente allo schema precedente, lavori recenti sembrano dimostrare che il 25-OH-D3 non è soltanto un metabolita intermedio precursore del solo 1,25(OH)2D3, ma potrebbe agire direttamente sul rene, sulle ossa ed indubbiamente sull’intestino; potrebbe inoltre essere il precursore di altri metaboliti attivi.
Il calcifediolo viene secreto prevalentemente nella bile e nelle feci. Tuttavia, una piccola quota della dose somministrata può essere riscontrata nelle urine.

 

5.3 Dati preclinici di sicurezza


I dati tossicologici dimostrano una DL50 di 51 mg/kg nel ratto per os e l’assenza di tossicità per somministrazione prolungata nell’animale a dosi notevolmente superiori a quelle massime consigliate in terapia.
L’assunzione di vitamina D ad alti dosaggi in varie specie animali provoca nefropatie (in particolare si rileva danno renale, nefrocalcinosi, ipercalciuria, lesioni proliferative della midollare surrenale in ratti e pulcini) e calcificazioni nei tessuti molli e nel sistema cardiovascolare (prevalentemente a livello delle arterie).
L’ipervitaminosi si manifesta insieme a ipercalcemia ed iperfosfatemia.
Nei cani di taglia grande a cui è stata somministrata vitamina D3 in quantità 135 volte superiori la dose raccomandata sono stati osservati disturbi dell’ossificazione endocondrale ed un diminuito rimodellamento scheletrico. L’ipervitaminosi D è stata osservata nel topo, e può inoltre, causare invecchiamento prematuro.
Non sono stati evidenziati potenziali effetti genotossici e cancerogeni del calcifediolo. Al contrario, l’uso di integratori contenenti vitamina D si è dimostrato avere effetti antiproliferativi.

 

6. INFORMAZIONI FARMACEUTICHE


6.1 Elenco degli eccipienti


Glicole propilenico.

 


6.2 Incompatibilità


Non riscontrate.

 


6.3 Periodo di validità


3 anni a confezionamento integro e correttamente conservato.
Dopo la ricostituzione del prodotto o dopo la prima apertura del recipiente la soluzione di 30 gocce in circa 15 ml di acqua, tenuta in osservazione a temperatura ambiente per un’ora, non ha evidenziato alcuna degradazione significativa.

 

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione


Da conservare al riparo dalla luce.

 

6.5 Natura e contenuto del contenitore


Flacone di vetro scuro, munito di contagocce in plastica incolore, con capsula di chiusura in polietilene.
Flacone contenente 10 ml o 3,3 ml.

 

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento


Nessuna.
Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.


7. TITOLARE DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO


BRUNO FARMACEUTICI S.p.A. - Via delle Ande, 15 - 00144 ROMA


8. NUMERI DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

DIDROGYL, 0,15 mg/ ml, gocce orali, soluzione – flacone da 10 ml A.I.C. n. 024139014.
DIDROGYL, 0,15 mg/ ml, gocce orali, soluzione – flacone da 3,3 ml A.I.C. n. 024139026.


9. DATA DI PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL’AUTORIZZAZIONE


Giugno 2010.


10. DATA DI REVISIONE DEL TESTO


Documento reso disponibile da AIFA il 19/07/2022.



11. Domande frequenti su Didrogyl


Che cos'è il Didrogyl e qual è il suo principio attivo?


Didrogyl è un farmaco in forma di gocce orali contenente calcifediolo, utilizzato per trattare condizioni legate al metabolismo del calcio e delle ossa.




Come si somministra il Didrogyl?


Didrogyl si somministra per via orale, aggiungendo le gocce prescritte in un po' d'acqua, latte o succo di frutta. Seguire sempre la posologia indicata dal medico.




Il Didrogyl può essere usato durante la gravidanza?

L'uso di Didrogyl in gravidanza deve essere valutato attentamente dal medico e non è raccomandato in dosi elevate. È controindicato durante l'allattamento.




Quali sono le possibili conseguenze di un sovradosaggio di Didrogyl?

Un sovradosaggio di Didrogyl può causare ipercalcemia, ipercalciuria e iperfosfatemia, con sintomi legati all'eccesso di calcio nel sangue.




Didrogyl è un farmaco sicuro?

Secondo i dati preclinici, Didrogyl non ha mostrato tossicità per somministrazioni prolungate a dosi superiori rispetto a quelle terapeutiche raccomandate, senza effetti genotossici o cancerogeni.




Quali sono gli effetti collaterali del Didrogyl?

Gli effetti collaterali possono includere prurito, eritema, disturbi renali e urinari, reazioni sistemiche come malessere e astenia. È importante monitorare i livelli di calcio per prevenire il rischio di sovradosaggio.




Didrogyl può interagire con altri farmaci?

Sì, Didrogyl può interagire con altri medicinali. È importante informare il medico di tutti i farmaci che si stanno assumendo.




Quali sono le indicazioni terapeutiche del Didrogyl?

Didrogyl è indicato per il trattamento di condizioni legate a deficit di calcio e disturbi ossei, come il rachitismo nei bambini e l'osteomalacia negli adulti.




Didrogyl può essere usato nei bambini?

Sì, Didrogyl è indicato per il trattamento dell'ipocalcemia e del rachitismo nei bambini, inclusi neonati prematuri o immaturi.




Come si deve conservare il Didrogyl?

Didrogyl deve essere conservato a temperatura ambiente, lontano dalla luce e dall'umidità.




Ci sono restrizioni alimentari durante l'assunzione di Didrogyl?

Non ci sono indicazioni specifiche su restrizioni alimentari durante l'assunzione di Didrogyl.




Didrogyl può influenzare la capacità di guidare o utilizzare macchinari?

Non ci sono indicazioni che Didrogyl influenzi negativamente queste capacità. Tuttavia, se si verificano effetti collaterali che potrebbero comprometterle, è importante non guidare o operare macchinari.




Quali sono le controindicazioni all'uso di Didrogyl?

Didrogyl è controindicato in caso di ipercalcemia, ipervitaminosi D e in pazienti con ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.




Qual è la durata del trattamento con Didrogyl?

La durata varia a seconda della condizione trattata e della risposta del paziente alla terapia. Seguire le indicazioni del medico.



Queste informazioni offrono una panoramica generale su Didrogyl, ma è sempre consigliabile consultare un medico per informazioni specifiche e consigli personalizzati.




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Fonte dell'articolo: Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco)

Tutte le informazioni contenute in questo articolo sono fornite a solo scopo informativo, in nessun caso costituiscono la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata. Come specificato in ogni articolo se si hanno dubbi o quesiti sull'uso di un farmaco è necessario contattare il proprio medico.
Attenzione: i foglietti illustrativi potrebbero essere incompleti e/o non aggiornati. Per qualsiasi informazione più approfondita sul medicinale consultare il medico.